domenica 8 luglio 2012

Vaginate: arretrati di aprile-maggio 2012

Vorremmo analizzare alcuni casi di omicidio occorsi negli ultimi mesi.

C'è il caso di Maryana Kaminska, la ventenne condannata a 4 anni (16 aprile 2012) per aver ammazzato il fidanzato con un colpo di coltello al cuore; secondo la Procura il gesto sarebbe stato di natura difensiva, perché la coltellata non è stata inferta dall'alto verso il basso ma seguendo una traiettoria orizzontale, come se il coltello, testuali parole della perizia, fosse stato usato come scudo difensivo contro il fidanzato violento (fonte). Ed è proprio per questa magnanimità degli inquirenti che la signorina è stata liberata dopo tre settimane di arresto preventivo; ora si trova tranquillamente a casa, perché si sa condanne sotto i 4 anni non si scontano, al massimo c'è l'affidamento in prova ai servizi sociali. Si rilevano in questo caso due costanti spesso presenti in questo genere di avvenimenti: l'uso di un'arma da taglio come strumento di difesa, e la puntuale criminalizzazione della vittima maschile, che essendo deceduta non può difendere la propria onorabilità.

Citiamo (10 maggio 2012) poi la condanna a 10 mesi per concorso in omicidio (mesi, non anni, nessun errore di battitura: sembra incredibile ma è così) di Stefania Citterio, della quale vi avevamo già parlato. Il fratello naturalmente non essendo vaginadotato è stato condannato a 14 anni; lui andrà a far compagnia a quell'altro che era stato punito con 16 anni in rito abbreviato. Non si conoscono le motivazioni della sentenza, ma la Siciliano, pm dell'inchiesta, ha rilevato "lo straordinario equilibrio manifestato dal tribunale in un processo molto difficile" (anche perché caratterizzato da un clima di omertà da parte dei testimoni, intimoriti dalle minacce inflitte dal Ciavarella e dalla stessa Citterio prima dei rispettivi arresti). L'assassina è stata così liberata anche dagli arresti domiciliari a cui era stata sottoposta in precedenza. Ringraziamo la stampa quantomeno per non aver criminalizzato il povero tassista rimasto ucciso (ma questo forse perché nell'omicidio erano coinvolte due persone di sesso maschile che andavano assolutamente messe alla gogna).

Infine, dulcis in fundo (17 maggio 2012), l'assoluzione della criminale anonima che ha ucciso il marito dopo avergli stretto i testicoli e sfondato l'intestino con un tubo di marmo. Per lei niente carcere, solo un'imputazione per omicidio preterintenzionale in quanto secondo i Carabinieri non può inquinare le prove. Anche qui si rileva la criminalizzazione dell'elemento di sesso maschile: "si era trasformato in un’altra persona [...] rientrava a casa ubriaco [...] aveva tradito la moglie con una prostituta".

Per le vaginate di giugno, si consulti il topic che abbiamo aperto sul nostro forum.

sabato 7 luglio 2012

Motti femministi

Ontologia

The male is completely egocentric, trapped inside himself, incapable of empathising or identifying with others, of love, friendship, affection or tenderness [...] His responses are entirely visceral, not cerebral; his intelligence is a mere tool in the service of his drives and needs [...] he can't relate to anything other than his own physical sensations (Il maschio è completamente egocentrico, intrappolato dentro sé stesso, incapace di enfatizzare o identificarsi con gli altri, di amore, amicizia, affetto o tenerezza [...] le sue risposte sono totalmente viscerali, non cerebrali; la sua intelligenza è un mero strumento al servizio dei suoi bisogni e delle sue necessità [...] è incapace di relazionarsi a nient'altro che alle sue sensazioni fisiche) Valerie Solanas

Ruolo sociale

Gli uomini lo sanno benissimo: se si valuta per meriti e competenze vincono le donne. Gli uomini sono ormai un genere esausto

Anna Finocchiaro

Una delle cose che ho imparato dalla politica è che gli uomini sono un genere non ragionante e non ragionevole

Margaret Thatcher

Violenza sessuale

If a woman did falsely accuse a male of rape, she may have had reasons to. Maybe she wasn't raped, but he clearly violated her in some way (Se una donna ha falsamente accusato un maschio di stupro, significa che ha avuto ragioni per farlo. Forse non è stata realmente violentata, ma lui l'ha chiaramente violata in qualche maniera) Ginny

Males who are unjustly accused can sometimes gain from the experience (I maschi ingiustamente accusati di stupro possono comunque imparare dall'esperienza) Catherine Comins

lunedì 2 luglio 2012

Due domande ai sostenitori di Julija Tymošenko

Jurij Lucenko, in alto, e Julija Tymošenko,
in basso, a processo dopo i rispettivi
arresti. La differenza di trattamento è
evidente: lui segregato come un animale, lei
libera con tanto di iPad
Riportiamo alcune domande che vorremmo sottoporre a chi ritiene l'attuale governo ucraino un regime liberticida
  • Perché dopo l'arresto e la condanna di Jurij Lucenko, ex-ministro del governo Tymošenko, non c'è stata alcuna mobilitazione mentre dopo il fermo della "lady di ferro" si sono attivati Unione Europea, ONU, Amnesty International, associazioni femministe e umanitarie assortite per chiedere la sua liberazione e stigmatizzare il procedimento ai suoi danni come politico? Perché questa differenza di interesse? Forse è vero il detto secondo cui "tira più un pelo di figa che un carro di buoi"?
  • Sulla base di quali considerazioni ritenete che la condanna alla Tymošenko sia dettata da motivazioni politiche e orchestrata dai suoi avversari? Avete prove, avete letto il dispositivo della sentenza? Se si, potreste farlo avere anche a noi, in modo che possiamo valutare?

lunedì 16 aprile 2012

Resta in carcere Marco Colella, il professore accusato di aver fatto sesso con una sua alunna

Avellino — Due pesi e due misure, come al solito. Marco Colella, l'insegnante di musica accusato di aver avuto una relazione sessuale con una sua studentessa 14enne, è rimasto in carcere. Il rapporto, come dichiarato dal Colella e dalla stessa 14enne, era consensuale, tuttavia data la minore età della ragazza si configura il reato di "corruzione di minore": questo il motivo per cui il GIP Antonio Sicuranza ha disposto il carcere per l'uomo. Il reato è lo stesso di cui è stato accusato Alessio Saro, in arte Billy Ballo, circa tre anni fa.

La stessa misura non è stata disposta, come si diceva proprio sull'articolo dedicato a Saro, per una educatrice milanese 30enne rimasta anonima al contrario del Colella: la donna, qualche mese dopo il fattaccio di Billy Ballo, si è resa responsabile di violenza sessuale su un suo allievo 13enne. La relazione anche in quel caso era consensuale, ma come per il Colella si configurava un reato in quanto nel rapporto era coinvolto un minore. Da quanto si apprende dal pezzo del Corriere, alla donna sono stati concessi gli arresti domiciliari due giorni dopo l'arresto: la PM Cristana Roveda all'epoca, vedendo che l'imputata aveva deciso di confessare la relazione e collaborare con gli inquirenti, ha infatti chiesto al GIP Andrea Ghinetti di applicare la misura della detenzione in casa al posto del carcere. Anche Colella ha confessato spontaneamente; dunque, perché lui resta in carcere? Perché il suo nome è stato pubblicato e quello dell'educatrice di Milano no?

Fonti

giovedì 22 marzo 2012

Chi non versa gli alimenti alla ex va in carcere

È di oggi la notizia di un 47enne di Altivole (Treviso) arrestato dai Carabinieri per una sentenza passata in giudicato e riguardante la violazione dell'obbligo di assistenza familiare a favore della ex moglie. L'uomo non avrebbe versato gli alimenti e per questo è stato condannato a 3 mesi e 10 giorni di reclusione; i militari hanno pertanto trasferito il trevigiano in carcere.

Questo fatto dimostra quanto siano falsi i dati riportati finanche da istituti statistici accreditati secondo i quali la maggior parte dei separati non adempierebbe agli obblighi economici stabiliti dalla legge: secondo l'ISTAT ad esempio, il 75,6% degli uomini divorziati non verserebbe regolarmente denaro per l'ex coniuge e i figli. Ora, loro vorrebbero far credere che 3 persone separate su 4 rischierebbero il carcere pur di non pagare gli alimenti? Chi crede a simili sciocchezze? Il Tribunale tra le altre cose può richiedere il decurtamento coatto dallo stipendio nel caso il divorziato non voglia pagare spontaneamente il dovuto all'ex consorte. Si potrebbe obiettare che se l'uomo lavora in nero questo provvedimento giudiziale non può essere applicato; ma sulla base di quale criterio l'ISTAT è in grado di stabilire che 3 separati su 4 lavorano in nero? Sono andati a chiederlo agli interessati, che hanno ammesso candidamente di evadere gli obblighi contrattuali percependo uno stipendio in nero? O hanno forse consultato una documentazione che in realtà non esiste, in quanto per le prestazioni in nero non vengono stipulati contratti di alcun genere? In ogni caso, chi rischierebbe il carcere per una cosa simile?

Fonte

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martedì 20 marzo 2012

Davide Insinna, la Nuovi Orizzonti e la menzogna di genere

Il signor Davide Insinna, presidente della Nuovi Orizzonti e gestore di un gruppo Facebook (reperibile al seguente indirizzo) che si è poi dimostrato essere solo una plateale clonazione di un'altra pagina, intitolata con lo stesso nome ma creata molto prima (1 marzo 2008), ha recentemente postato sul suddetto blog o pagina che dir si voglia una notizia secondo cui un certo Abd-el-Rahman Ayoub, cittadino francese di origine giordana, sarebbe stato riconosciuto colpevole di abusi sulla figlia di 8 anni da un giudice di Lilla che avrebbe però disposto per lui il non luogo a procedere in quanto musulmano praticante. Secondo l'autrice dell'articolo, tale Alessandra Boga, il magistrato avrebbe in realtà assolto l'uomo in quanto «essendo [egli] musulmano praticante ed emigrato in Francia solo di recente non si può pretendere di applicare alla sua mentalità la nostra moralità; in Giordania, suo paese di origine, questo tipo di rapporti sessuali [stupro di una minorenne] sono infatti ritenuti, sulla base del Corano, un fondamentale rito di iniziazione». La "giornalista" pubblica sul blog notizie.it un'immagine di questo Ayoub, la stessa che potete osservare a fianco; peccato che questa foto si riferisce in realtà a tale Elias Abuelazam, serial killer israeliano trapiantato negli Stati Uniti. La stessa ricerca del nome Abd-el-Rahman Ayoub su Google produce soltanto risultati che usano quel blog come fonte primaria.

Insomma, una bufala. E il signor Insinna, proprio per istigare l'odio di genere e al solo ed unico scopo di criminalizzare il maschio come richiesto dalla sorellanza, è andato a cercare con il lanternino proprio una bufala particolarmente odiosa e tesa a dimostrare quanto il genere maschile abbia istituzionalmente inclinazioni pedofile e possa soddisfare le proprie voglie col consenso sociale e finanche con l'approvazione della legge. Era evidente che una notizia simile costituisse solo una calunnia, ma a quanto pare molti non se ne sono accorti. Un altro punticino per la Grande Sorellanza e per la Nuovi Orizzonti.

Aggiornamento: non ho resistito alla tentazione di far notare la cosa alla "giornalista", che ha prontamente cancellato l'articolo. No worries, potete trovarlo sulla cache di Google qui.

domenica 11 marzo 2012

La lettera scarlatta del nuovo millennio

Non si fermano le contestazioni contro Strauss-Kahn: dopo la protesta delle Femen, è arrivata quella delle studentesse femministe di Cambridge, presso la cui Università DSK è stato invitato a tenere una lectio magistralis sulla crisi finanziaria. Alla manifestazione secondo la polizia avrebbero partecipato circa 200 persone. Una conferenza parallela è stata tenuta da Douglas Wigdor, l'avvocato della cameriera del Sofitel, invitato dal comitato per i diritti delle donne del sindacato studentesco dell'ateneo, contrario all'arrivo dell'ex presidente del FMI. Secondo le femministe, l'invito a DSK sarebbe derivato dalla sua «notorietà criminale» (è stato recentemente incarcerato e poi subito rilasciato in Francia per un non ben precisato favoreggiamento alla prostituzione), mentre per Wigdor l'atto di offrire a Strauss-Kahn «una piattaforma dalla quale esprimersi rappresenta un affronto a tutte le vittime di molestie sessuali». Striscioni e cartelli ostili come quelli che vedete nelle immagini dimostrano le conseguenze della menzogna feminazista: quando una donna decide di denunciare, anche se poi alla fine si scopre essere una bugiarda come nel caso della Diallo, la vittima delle accuse rimane marchiata. Non è la calunniatrice a finire su un ipotetica lista nera, no; anzi, lei continua a ricevere il supporto della folla in quanto "vittima". La società matriarcale ha voluto che sia sempre il maschio a subire l'onta perpetua ed essere "bollato" come stupratore a vita. Non bastano l'umiliazione delle manette, il carcere (DSK è rimasto sei giorni nell'inferno di Rikers Island, il penitenziario newyorkese dove vengono ospitati i peggiori criminali, veri o falsi che siano), la perdita di una posizione di prestigio e di ambizioni future; è necessaria l'infamazione sine die.
Si noti che quello che è successo a Strauss-Kahn può accadere a chiunque: la violenza sessuale è una fattispecie che non richiede virtualmente alcuna prova che non sia la parola della presunta martire. Solo le inconsistenze nella parola della "carceriera" possono salvare il malcapitato. Possiamo ritenere tuttavia che questo accada piuttosto sovente, visto che il 41% delle accuse di stupro vengono etichettate come fasulle. Ma cosa succede poi, dopo, al malcapitato, è quello che ci preoccupa maggiormente: è la condanna sociale il danno più pesante che egli deve subire. La calunniatrice, una volta accertate le menzogne, non si deve preoccupare di niente: continuerà a ricevere lo status di vittima e nessuno si sognerà anche solo lontanamente di indagare su di lei. Nessun procuratore si adopererebbe ad esempio a perseguire la Diallo, se vuole conservare il proprio posto: la pressione femminista è troppo forte. Certo, dovrà rinunciare al vitalizio e accontentarsi dei soli introiti derivanti dalle interviste a pagamento, ma non ci pare questa una grave ingiustizia, onestamente. Ma quella che è la vera vittima, invece, dovrà sopportare per l'intera esistenza ciò che il matriarcato ha disposto per lui in quanto essere geneticamente predisposto alla violenza. Strauss-Kahn insegna.

Fonte

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